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Dolomiti nel Mondo

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Guilherme Toldo

Ci mettiamo in contatto con Guilherme Toldo, schermidore brasiliano di origine italiane, e per la maggior parte dolomitiche. Di Zoldo.

Si tratta di un ragazzo brillante, simpatico che si è messo a disposizione per raccontarci con entusiasmo la sua storia. Una storia partita da lontano; con orgoglio ci racconta delle tradizioni dolomitiche tramandate dai suoi parenti.

La polenta, la piacevole nostalgia di luoghi sentiti raccontare ma poi potuti anche conoscere di persona, la scoperta del gelato ed il sogno olimpico.


Ciao Guilherme! Come stai? Di dove sei e dove sei in questo momento? Ciao Dolomiti nel mondo! Io sto molto bene. Sono brasiliano, vengo da una regione situata nella parte meridionale del Brasile chiamata RIO GRANDE DEL SUD, non tanto distante dal confine con Uruguay e Argentina. Nel sangue scorrono origini italiane, anzi zoldane. Più che un intervista vuole essere una piacevole chiacchierata..raccontaci di te. Sono cosi orgoglioso delle tradizioni che mi hanno tramandato i miei parenti. Attualmente mi alleno in Italia, a Frascati presso la scuola di scherma più prestigiosa del mondo. Sono rientrato dopo una breve tappa in Brasile tra una gara e l’altra. In Italia la scherma è uno sport che gode di una fama molto superiore rispetto al Brasile; per questa ragione per potersi allenare a livello competitivo ho scelto di stabilirmi in questa scuola. Come è la situazione covid in Brasile? I problemi del Brasile ci sono da tempo. Il virus ha aumentato questi problemi, ma la sensazione che si hanno è che i numeri sono problematici perché siamo anche tantissimi, più di 200 milioni. Torniamo alle nostre cose..raccontaci di come ti sei avvicinato a questo sport. Mi sono avvicinato alla scherma per una pura casualità. Mi sono avvicinato alla disciplina del fioretto perché era compatibile agli orari di lavoro della mamma. A distanza di anni mi rendo conto che quello che sembrava una casualità non lo era affatto. Ho avuto poi la grande fortuna di essere stato “la persona giusta al momento giusto” quando hanno assegnato le olimpiadi a Rio de Janeiro io ero un ragazzo in rampa di lancio, in una disciplina ancora emergente in Brasile. Ho all’attivo 2 partecipazioni alle Olimpiadi, quella giocata in casa a Rio de Janeiro nel 2012 e quella di Londra 2016. Ora mi appresto a vivere il mio terzo sogno olimpico, seppur in ritardo di un anno. Che Italia conoscevi e che Italia hai trovato quando sei venuto qui per allenarti? Conoscevo piuttosto bene le tradizioni dei nonni , ricordo però con il sorriso che nonna parlava una lingua che nessuno capiva quando ero in Italia. L’italiano che lei tuttora parla in Brasile è dialetto veneto. Poi essendo io basato a Frascati ho trovato una Italia più simile al Brasile. Preferirei di gran lunga una Italia più simile al Paese di cui è originaria la mia famiglia! Come è il livello della scherma in Brasile? Il livello di scherma del Brasile non è molto alto, non ci sono molti atleti con cui ci si può allenare. Le olimpiadi a Rio e delle manifestazioni sportive a Rio hanno portato il focus sul movimento sportivo in generale (pallavolo, pallacanestro). Anche una disciplina come il judo, in cui gli atleti brasiliani hanno ottenuto ottimi risultati, non ha messo alla ribalta tutti questi campioni. Il focus è sempre sui soliti sport, manca uno spirito olimpico diffuso in sport cosiddetti “minori”. Siamo sempre il Paese del calcio! Avrei potuto allenarmi in Brasile, ma sarebbe stato molto più faticoso per raggiungere gli obiettivi. La palestra in cui si alleno è la migliore al mondo. Con soddisfazione enorme mi alleno qui e ho la possibilità di allenarmi con campioni olimpici e mondiali nel Paese di origine della mia famiglia. Il tutto è fantastico! Hai mai pensato di gareggiare per il tuo Paese di origine, L’Italia? Giuridicamente avrei anche potuto anche gareggiare per Italia, perché ho la doppia cittadinanza. Mi sento però brasiliano, pur avendo l’Italia un ruolo molto importante per me. Mi sono formato in Brasile e lo dico con grande orgoglio. Quale obbiettivo ti poni per queste olimpiadi? Si gareggia sempre per vincere pur essendo questa edizione più particolare. Nella scherma c’è una competizione molto livellata. Tra i migliori al mondo c’è poca differenza e può succedere di tutto. Io mi sto allenando molto bene, con la mentalità giusta e confido di fare la migliore prestazione possibile. Quando sei stato la prima volta nelle Dolomiti? Che sensazioni hai avuto? Ho un coinquilino di Bolzano, qualche mese fa sono stato in Alto Adige e sono rimasto folgorato dalla bellezze delle montagne dolomitiche; sono tornato a Zoldo, il paese della mia famiglia. Il piccolo paese mi ha colpito, c’era tanta neve, cosa a cui non sono abituato. Ho avuto la sensazione di essere stato in una realtà organizzata, molto particolare e molto diversa dall’Italia che vivo quotidianamente a Frascati. Conoscevi la relazione tra Gelato e Dolomiti? Non lo sapevo a dire la verità ma ora che lo so sono ancora più orgoglioso della mia terra. Cercherò di contribuire nella diffusione della cultura del gelato dolomitico in Brasile e nei miei viaggi nel mondo. Conoscevo invece la relazione tra la mia terra di origine e la Polenta. Mia nonna in Brasile ne mangia davvero tantissima! Cosa ti ha colpito maggiormente quando sei venuto a Zoldo? Quando sono venuto ho visto il campo da Hockey su ghiaccio. Sono stato folgorato per l'Hockey, uno sport certo non popolare per il Brasile. Mi piace l'hockey perché è uno sport tattico come la scherma, pur nella sua diversità. “Il nonno” ha costruito un campo da bocce in Brasile e io ero solito giocare spesso con lui. Riflettendo questo sport in ottica olimpica potrei essere pronto per le Olimpiadi invernali che potrei giocare “in casa” nel Curling. Ho poca esperienza negli sport invernali, ma una volta ero in Canada una gara e ho fatto una discesa anche con il bob. La zona di cui sei originario in Brasile è simile all’immagine che abbiamo noi tutti del Brasile? La zona da cui vengo del Brasile è diversa all’immagine del Brasile che abbiamo. Non è cosi caldo dove vivo io . Gli Italiani sono davvero tanti nella mia regione di provenienza; non sono nemmeno così distante dal mare ma non si tratta di spiagge fantastiche. Come si svolge la tua stagione agonistica? La stagione inizia solitamente in autunno tra settembre e ottobre. Faccio tutte le gare internazionali, 8 tappe, più mondiale, più campionato panamericano. 9-10 mesi all’anno giro il mondo e soprattutto in Europa. Anche per le vacanze devo trovare il modo di tornare a casa. Cerco sempre di stare in Italia durante il periodo agonistico mentre in Brasile sto durante le vacanze. La concentrazione più grande delle gare è in Europa, a cui si aggiungono 3-4 gare, in Asia, (Tokyo e Shangai), oltre a quelle in America. Nel mio continente devo poi gareggiare anche per i campionati panamericani. Tu puoi vivere di scherma? Sono stato fortunato che lo sport olimpico ha avuto molto attenzione quando ero agli inizi. Questo, combinato ai risultati buoni che ho ottenuto nel tempo mi ha permesso di essere un punto di riferimento del fioretto. Ho avuto supporto, ho beneficiato di investimenti, rispetto a altri compagni. Sono probabilmente uno dei pochi che è riuscito ad approfittare di questa opportunità e ho trovato possibilità di vivere di scherma a livello professionistico. Ho fornito prestazioni di livello in un momento favorevole. Anche altri vivono di scherma, ma io non posso negare di essere stato fortunato. Sono entrato nell’esercito, ho trovato incentivi statali e regionali per sostenere sport olimpico. L’obiettivo è quello di fare una altra olimpiade dopo quella di Tokyo . La vita sportiva di uno schermidore è di 35-40 anni, poi magari apro una gelateria in Brasile! Sei popolare in tutto il Brasile? La mia popolarità riesco a viverla bene nel senso che ho una notorietà locale. E’ molto difficile che uno sia conosciuto in tutto il Paese. Essendo lo scherma uno sport molto giovane in Brasile, senza schermidori molto forti, gli spazi pubblicitari per schermidore son piccoli. C’è ad esempio una schermitrice brasiliana di origine italiana che ha avuto molta notorietà e paragonabile a un “Aldo montano” del Brasile (si tratta di un campione olimpico italiano che ha prestato il suo volto anche a pubblicità e mediatico). A Porto Alegre -la mia città -nel contesto sportivo sono abbastanza conosciuto, anche dopo le Olimpiadi ha avuto parecchia notorietà. Nella mia regione, ci sono 2-3 sportivi che nel loro settore hanno ottenuto risultati importanti. Sei brasiliano, mi immagino ti piaccia il calcio! Si certo, sono un grande tifoso del Gremio. Avevo provato con il calcio ma non sono riuscito a raggiungere grandi livelli. Avevo iniziato nella sua squadra del cuore ma poi era troppo difficile conciliare anche gli spostamenti essendo lontano il campo. È possibile fare la doppia disciplina ad esempio fioretto e sciabola? Nel mondo di oggi, fatto di altissima competizione e di calendari molto densi è molto difficile. La Errigo lo ha fatto, dipende molto anche dalla fisicità del singolo atleta. E’ molto difficile conciliare gli impegni, le gare, gli allenamenti e viaggi. Io ho scelto il fioretto e anni dopo posso dire di avere anche un carattere da fiorettista! La realtà è che si va in maniera piuttosto obbligata verso la mono disciplina. Bisogna dedicarsi bene a una cosa. Prima di una gara si può mangiare gelato? Si certo! E i miei gusti preferiti sono pistacchio e nocciola. Ora che ho scoperto questa connessione mangerò ancora più gelato e porteremo il gelato sul podio! Allora ti aspettiamo nelle Dolomiti per fare il gelato assieme! Non vedo l’ora di poterci vedere in Dolomiti e passare del tempo nel luogo da cui tutto è partito.

In bocca al lupo e grazie di tutto Guilherme! Ora hai dei tifosi in più!

di Davide Pedrolli

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